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Decreto “Cura Italia” quali aiuti agli artisti

esibirsi in regola
PUBBLICATO: Marzo 20, 2020

Ho pensato utile scrivere due righe su cosa significhi esattamente questo decreto “Cura Italia” per quanto concerne lavoratori del settore spettacolo.

In sostanza il testo dell’ART 38 dice che:
è previsto un indennizzo di 600,00 € per il lavoratori dello spettacolo che abbiano svolto almeno 30 giornate lavorative con versamento dei contributi INPS ex Enpals nell’anno 2019 (fondamentalmente basta contare le agibilità) con reddito inferiore ai 50.000€ e non abbiano ad oggi in essere un contratto di lavoro dipendente o una pensione.

Partiamo prima di tutto da un concetto fondamentale: non è un risarcimento per le esibizioni saltate. Si tratta di un sussidio erogato per dare un sostentamento ai lavoratori del settore che a causa di questo stop dovuto ad una situazione grave e senza precedenti si trovano senza alcuna entrata.

Partendo da questo concetto per prima cosa ne vengono esclusi tutti coloro hanno già un reddito derivante da pensione o da altro tipo di lavoro subordinato dal quale si venga retribuiti o che si acceda già ad altro tipo di beneficio stabilito dal decreto.

Come secondo aspetto, ma non per importanza, si deve essere lavoratori dello spettacolo in regola e che vi siano almeno 30 versamenti contributivi nell’anno precedente. In soldoni che si siano fatte almeno 30 agibilità INPS ex Enpals con relativi contributi versati nell’anno 2019.

Per prima cosa si evince che chi rientra tra i casi di esenzione dagli adempimenti INPS ex ENPALS non ha diritto ad accedere all’indennizzo.

Entrando nel merito del limite delle 30 giornate nell’anno precedente immagino che il legislatore abbia voluto dare questo parametro minimo per individuare chi faccia questo lavoro come unica attività di sostentamento presumendo che con meno di tali prestazioni difficilmente si possa avere un reddito sufficiente per vivere e che quindi ci sia già un introito diverso o che ci sia un’attività parallela non regolare per la quale, capirete, non è prevista alcuna tutela.

Ci sono tuttavia delle casistiche particolari che restano escluse in modo, a mio avviso, ingiustificato:
1) Chi è studente al di sotto dei 25 anni perché questi, se fanno musica dal vivo, possono rientrare tra i casi di esenzione dagli adempimenti INPS ex ENPALS ma magari proprio attraverso l’attività musicale riescono a mantenersi e pagare gli studi.

2) Chi fa mini tour ma ben retribuiti. Quindi fa meno di 30 date in un anno ma da quelle percepisce un introito sufficiente a mantenersi.

3) Chi ha avviato l’attività artistica a fine del 2019 perché, ad esempio, in precedenza svolgeva un’altra professione. Difficile che un’artista che avvia la propria attività lavorativa da novembre possa avere al 31 dicembre già fatto 30 prestazioni.

Queste a mio avviso sono le 3 casistiche principali che restano ingiustamente escluse e che si dovrebbe pensare di sostenere con un’apposita integrazione.

Un’ultima riflessione che mi fa decisamente storcere il naso ovvero che si valuti l’operato di un lavoratore dello spettacolo con una cifra mensile inferiore a quella percepita mediamente attraverso il reddito di cittadinanza.

Esibirsi soc. coop.
Giuliano Biasin
Pagina dove trovi i link alle info principali www.esibirsi.it/info
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