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QUANDO A RISCHIARE E’ L’ARTISTA

esibirsi in regola
AGGIORNATO: luglio 28, 2017

Come spiegato in più articoli di questo blog, nella quasi totalità dei casi a rischiare sanzioni è il gestore del locale (o organizzatore dell’evento) in quanto questi è considerato il datore di lavoro degli artisti che si esibiscono e quindi, in quanto tale, è a lui che compete la regolarizzazione dei lavoratori.

Tuttavia ci sono delle eccezioni. Dei casi in cui a rischiare sono direttamente gli artisti. Vediamo di seguito quali sono questi casi:

  • Quando ci si esibisce in modo continuativo, per tante date e in tanti locali e location diverse.
    In questo caso, chi fa i controlli, può intendere che l’artista si stia comportando di fatto come un libero professionista in nero; Detto così può apparire vago. Quante esibizioni? In quanti locali? Non c’è un numero o una definizione ma interviene il buonsenso. Se il calendario è ricco di date e il nome conosciuto si rientra in queste casistiche.
  • Quando si utilizza materiale non originale. Argomento che riguarda in particolare i deejay relativamente a cd masterizzati o tracce scaricate. In questo caso le problematiche sono gravi e, per certe casistiche, possono prevedere anche un procedimento penale;
  • Quando si dichiara al gestore di regolarizzarsi per conto proprio e poi non lo fa. Specie se in presenza di un testimone o, peggio, con contratto. In questo caso il gestore viene comunque sanzionato in prima battuta perché non ha verificato la regolarità dell’artista prima che questi cominciasse a lavorare. Ma a suo volta il gestore si potrà rifare anche sull’artista che non ha rispettato quanto pattuito.
  • Quando si compila in modo errato il borderò riportando brani non eseguiti o non riportando brani eseguiti. In questo caso, in prima battuta, arriva il verbale al gestore del locale e solo per conoscenza all’artista. Successivamente arriva la sanzione all’artista.
  • Quando si dichiara di essere esente ma non lo si è. Ovvero dichiara il falso al fine di evadere il versamento dei contributi.
  • Quando l’artista è socio di una Cooperativa ed emette fattura senza inviarne copia alla Cooperativa stessa (equivale a emettere fattura falsa). Questo riguarda ovviamente esclusivamente gli artisti soci di una Cooperativa.
  • Quando l’artista è iscritto ad un’Associazione di Artisti per la regolarizzazione delle proprie esibizioni e lo fa all’interno di locali e attività commerciali. Come spiegato nell’articolo dedicato alla differenza tra Associazioni e Cooperative, le Associazioni non potrebbero “vendere spettacoli” ad attività di lucro e in caso di controlli questo potrebbe essere contestato. Essendo in tal caso l’artista un “associato” potrebbe rispondere in prima persona in caso di sanzioni.

Esibirsi soc. coop.
Giuliano Biasin
Sito web di Esibirsi soc. coop. www.esibirsi.it
Pagina dove trovi i link alle info principali www.esibirsi.it/info

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3 pensieri su “QUANDO A RISCHIARE E’ L’ARTISTA

  1. Stefano ha detto:

    Ciao .. Sono uno degli Amm.ri dei Gruppi ove posti queste utili ed interessanti dispense . Ho letto l’articolo suesposto e spesso certe situazioni si conformano per copiosa disinformazione ed è lì che l’aforisma “Sapere è Potere” è stato sancito come dogma retto per spingere i cittadini a prender coscienza con le norme del CPC, ahimè spesso volutamente dimenticate da chi invece la Legge dovrebbe in primis abbracciarla in toto.
    In primis va specificato che, solo nel caso di controlli ai locali, lo Stato ha sancito che i “controllori” SIAE possano sostituire l’Ag.delle Entrate (o la procedura di controllo di Agenti Pubblici Ufficiali), ma laddove il fine del controllo riguardi esclusivamente un incasso correlato allo spettacolo. E questo è un punto che va chiarito. Per dirla banalmente, possono contestare un lettore cd, MA NON POSSONO CHIEDER CONTO DI CORRISPETTIVI SU MERCE NON LEGATA SPECIFICATAMENTE ALLO SPETTACOLO: ciò nondimeno, anni fa, assistei al maltrattamento (in uno dei casi addirittura fisico) di controllori SIAE che, nel primo caso (V.Palestro, Genova) uno di essi voleva imporre una chiusa dello spettacolo per controlli, al che dopo avergli spiegato che i contatori di cassa gli sarebbero stati esposti in un momento di più tranquillità da lì a un’ora, nacque un’accesa discussione con un epilogo che vide il controllore SIAE leggermente malmenato. Il prosieguo fu il Tribunale ma l’Autorità Giudiziaria non accolse la denuncia della SIAE perché il controllo poteva, secondo Sentenza, commisurarsi con l’esigenza del locale, visto che nessuno comunque si era opposto ai controlli di sorta.
    Il secondo caso, un locale a Varazze (forse Acquarius ma non sono sicurissimo), un controllore SIAE pensava di avere potere coattivo (altrimenti chiamato “imposizione forzosa”) sul musicista, chiedendogli di smettere per esibire documentazioni annesse. Ebbene, assolutamente no, il controllore SIAE NON GODE di un potere di forza coattiva sul privato cittadino, attributo esclusivo delle Forze dell’Ordine (Carabinieri, Polizia, Corpo Forestale, Polizia Locale – questa limitata, Guardia di Finanza), dove nell’eventualità deve farsi accompagnare da un Agente delle Forze sopraccitate tra parentesi, semmai possa giustificarne gli Atti, e solo in quella circostanza può, con l’intervento dell’Agente, prender visione di documentazioni personali. Questo, però, comporta (sempre nel rapporto col privato) uno scambio bilaterale dei dati personali di cui il privato può avvalersi per eventuali atti da impugnare. Ergo: se un controllore SIAE avesse la brillante idea di voler controllare i miei documenti o ricevute cooperativa, documenti Enpals, ECC, (a me come musicista privato) potrà farlo accompagnato da un Agente ma sottoponendosi egli stesso all’esibizione di documenti personali su mia richiesta. Bisognerebbe chiarire queste cose, come bisognerebbe chiarire una buona volta per tutte l’annosa questione delle Areablu (scusa se ho deragliato, ma bene o male, tra queste due argomentazioni, c’è un fantastico congruo parallelo).

    1. admin ha detto:

      Ciao, nessun problema sui “daragliamenti”. Ogni spunto è utile per poter eventualmente sviluppare ulteriori articoli di approfondimento.
      Il fatto che un ispettore SIAE sia obbligato ad identificarsi è assolutamente vero. Altrimenti non si deve assolutamente esibire alcunché a chi, di fatto, resta un perfetto sconosciuto.

      Ti confermo anche il fatto che la SIAE non goda di nessun potere coattivo.

      Comunque se vai a vedere anche gli altri articoli di questo blog, cerco sempre di prendere piccoli argomenti e mirati in modo da rendere più semplice possibile la comprensione per chi li legge. Quindi in questo caso specifico ho solo inserito l’elenco delle casistiche in cui è direttamente l’artista a rispondere. Rispetto alla SIAE, per esempio, le casistiche sono solo 2:
      1) in caso un deejay utilizzi materiale contraffatto o scaricatto in modo illecito
      2) nel caso nel borderò l’artista vada a riportare brani che non ha eseguito o a non riportare brani che ha eseguito.

  2. Stefano ha detto:

    Si si.. verissimo👌🏾 .. Fai bene a postare queste dispense nei ns Gruppi musicali .. sono un’ottima coadiuzione..
    ciao

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