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VIDEO LIVE: Istruzioni per l’uso

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AGGIORNATO: luglio 28, 2017

Un argomento toccato anche dall’amico Quadri Project con il suo blog che seguo con passione e consiglio anche a voi di fare altrettanto perché da davvero una marea di consigli utili (Garantisco che non è una markettata! Sono articoli davvero interessanti). Io sarò meno approfondito ma ci tenevo a toccare l’argomento visto che, organizzando anche qualche evento e aiutando alcuni di locali a realizzare la programmazione, mi vedo recapitare spesso mail e messaggi da artisti e band che si propongono per un live.
Vedendo il materiale che mi viene passato, spesso, mi verrebbe voglia di chiamare il mittente per chiedergli “Ma in base a ciò che mi hai mandato, tu ti chiameresti a suonare?”

Per prima cosa, bisogna smetterla di mandare demo che siano in file audio o in formato cd! Chiunque si occupi di fare la programmazione di un locale ha una pila di cd mai ascoltati. Primo perché è uso e costume mandare cd registrati in studio dove ormai è possibile registrare anche Saverio, il mio gatto, che canta “Caruso” facendolo risultare impeccabile!
Un investimento che vi consiglio è quello di realizzare un video live fatto bene. Badate bene, un “video live” non è un “video clip”. Un video live è un video di una vostra reale esibizione dal vivo.
Anche in questo caso ho parlato di investimento perché se è vero che il video live è il miglior modo di presentarsi a un locale attirando maggiormente la curiosità di chi lo riceve e perché fa capire a livello uditivo e anche visivo quello che siete capaci di fare, è altrettanto vero che se il video è fatto male, le vostre possibilità di chiudere l’ingaggio spariscono.
Mi è successo qualche mese fa di ricevere un video di presentazione da un duo di musica acustica. Nel video, girato con uno smartphone da mano tremolante (e questo era il meno), si vedevano lui seduto in uno sgabello con la testa bassa che suonava la chitarra, lei che cantava in piedi, immobile guardando a sua volta un altro punto del pavimento. Il tutto sotto un gazebo squinternato e con un bambino che, unico spettatore visibile, spalle al gruppo, nel lato basso a sinistra della ripresa, giocava con qualcosa su un tavolino. Bene, questo è come andare a un colloquio di lavoro in banca e presentarsi con il pigiama di Peppa Pig, le pantofole di topolino, i capelli alla Sid Vichous e il segno del cuscino lungo tutto il volto.
Insomma, se volete che lo strumento del video sia davvero efficace dev’essere un video ben fatto. Non deve per forza esserci una troupe televisiva con un premio oscar come regista, ma serve una ripresa fatta bene e serve una performance fatta benissimo. Testa alta, con una situazione che non sia desolante. Se poi ci fesse qualcuno che vi ascolta, sarebbe anche visto come buon auspicio da parte di un gestore che deve organizzarvi non certo per far un’opera di bene alla cultura, ma perché deve intrattenere i clienti del proprio locale e possibilmente portarne di nuovi. Registrate magari 3 video singoli con i 3 brani più rappresentativi del vostro repertorio. Non fissatevi con i brani lenti e strappalacrime solo perché ritenete facciano risaltare di più le vostre doti vocali. Fate anche qualcosa di allegro o comunque movimentato. Un concerto in un locale dev’esser una festa, non un elogio funebre!
Pochi piccoli accorgimenti. Vedrete che così facendo i feedback che riceverete dai locali saranno sicuramente maggiori.

Esibirsi soc. coop.
Giuliano Biasin

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